san Paolo

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D’improvviso lo avvolse una luce dal cielo (At 9,3)

lunedì 18 ottobre 2010

Nuovi Orizzonti del mistero pasquale

Molte cose sono state predette dai profeti riguardanti
il mistero della Pasqua, che è Cristo,
"al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen"(Gal 1, 5).

Egli scese dai cieli sulla terra per l'umanità sofferente;
si rivestì della nostra umanità nel grembo della Vergine e nacque come uomo.


Prese su di sé le sofferenze dell'uomo sofferente
attraverso il corpo soggetto alla sofferenza,
e distrusse le passioni della carne.


Con lo Spirito immortale distrusse la morte omicida.


Egli infatti fu condotto e ucciso dai suoi carnefici come un agnello,
ci liberò dal modo di vivere del mondo come dall'Egitto,
e ci salvò dalla schiavitù del demonio come dalla mano del faraone.


Contrassegnò le nostre anime con il proprio Spirito
e le membra del nostro corpo con il suo sangue.


Egli è colui che coprì di confusione la morte
e gettò nel pianto il diavolocome Mosè il faraone.


Egli è colui che percosse l'iniquità e l'ingiustizia,
come Mosè condannò alla sterilità l'Egitto.


Egli ci trasse 
dalla schiavitù alla libertà,
dalle tenebre alla luce,
dalla morte alla vita, 
dalla tirannia al regno eterno.


Ha fatto di noi un sacerdozio nuovo e un popolo eletto per sempre. Egli è la Pasqua della nostra salvezza.


Egli è colui che prese su di sé le sofferenze di tutti.
Egli fu ucciso in Abele,
e in Isacco fu legato.
Andò pellegrinando in Giacobbe,
e in Giuseppe fu venduto.
Fu esposto sulle acque in Mosè,
e nell'agnello fu sgozzato.
Fu perseguitato in Davide,
e nei profeti fu disonorato.


Egli è colui che si incarnò nel seno della Vergine, 
fu appeso alla croce, fu sepolto nella terra e, risorgendo dai morti, salì alle altezze dei cieli.


Egli è l'agnello che non apre bocca, l'agnello ucciso, nato da Maria, agnella senza macchia.
Egli fu preso dal gregge, condotto all'uccisione, immolato verso sera, sepolto nella notte. 
Sulla croce non gli fu spezzato alcun osso 
e sotto terra non fu soggetto alla decomposizione.
Egli risuscitò dai morti
e fece risorgere l'umanità dal profondo del sepolcro.


Dall' Omelia sulla Pasqua di Melitone di Sardi


Amici carissimi, 
oggi ho voluto inserire questo magnifico, antichissimo testo che ci fa entrare così profondamente nel mistero della Pasqua, per ricordarci che è questa soprattutto la fonte del nostro amore, della nostra vita sempre di nuovo redenta, trasformata, risorta. 


Un po' perché non vorrei aver focalizzato troppo sul Giudizio finale e sul timore o la speranza del futuro, su cui è importante riflettere, ma da cui non può certo nascere la carità che dovrebbe contraddistinguere un cristiano e dunque anche la nostra stessa salvezza: queste ultime possono nascere infatti
solo dall'esperienza personale dell'amore di Cristo manifestatosi nel mistero pasquale e dunque rivivendo intimamente uniti con lui il passaggio dalla morte alla risurrezione.


Ma devo dire che questa celebre omelia mi è venuta in mente anche sabato sera alla Stazione Termini, perché sono andato a vedere quello che combinano
i ragazzi di Chiara Amirante, 
la fondatrice di 


Credo infatti che bisogna il più possibile cercare di sperimentare da vicino le meraviglie che sta operando Dio in questa generazione, e sono come sempre davvero grandi miracoli, perché sennò ti resta solo l'immagine desolante che ti propinano i vari media e non fai altro che chiederti: ma perché mai oggi non ci sono più i miracoli di un tempo?

Quindi mi sono fatto coraggio, non essendo certo un luogo altamente raccomandabile a certe ore, e ho visto alternarsi a una divertente quanto movimentata animazione delle testimonianze di gente tosta, cui si legge in faccia ancor prima che parlino, che hanno vissuto e stanno vivendo sulla loro pelle una esperienza molto concreta di morte e risurrezione. Vediamo di cosa si tratta:


La Storia

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1991 inizia l’avventura di Chiara nel mondo della strada...
Ho sempre cercato, come penso faccia ogni persona, qualcosa capace di dare un senso profondo alla mia esistenza. Mi dicevo: ho una vita sola, voglio spenderla per qualcosa di grande! Cercavo la pace, la libertà, la sorgente capace di dissetare il mio cuore sempre inquieto, cercavo la gioia ed una frase del Vangelo mi ha raggiunto come una folgorazione:...
Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti rimarrete nel mio Amore… Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato, nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,9-12).
Chiara incontra il Santo Padre Giovanni Paolo IIE’ stata per me una incredibile scoperta, una rivelazione, una vera folgorazione e davvero sperimentavo che più ce la mettevo tutta per amare con l’amore che Gesù ci insegna più il mio cuore era traboccante di gioia; una gioia che resisteva anche alle prove più terribili della vita.
A 21 anni ho avuto una terribile malattia che mi causava dolori atroci in tutto il corpo che nessun antidolorifico riusciva a calmare. Anche gli occhi eranostati duramente colpiti, avevo già perso otto decimi di vista e, trattandosi di una malattia cronica incurabile con interessamento della retina, i medici mi avevano detto che nel tempo sarei certamente diventata cieca. E’ stata una prova dolorosissima durata un lungo periodo, ma anche in una situazione così drammatica ho sperimentato la pienezza della gioia che Cristo ci dona tanto da sentire il prepotente desiderio di vivere il resto dei miei giorni per portare, testimoniare questa gioia proprio ai più disperati, andare di notte alla Stazione Termini e nelle zone più ‘calde’ della città ad incontrare giovani nella devianza con problemi di droga, alcool, aids, prostituzione, carcere, emarginazione. Mi rendevo conto che per una ragazza giovane era particolarmente pericoloso andare di notte in strada e le mie condizioni fisiche non me lo avrebbero permesso. Così ho fatto una semplice preghiera:
Signore, se questo desiderio così folle di andare di notte in strada sei tu a mettermelo nel cuore, mettimi tu nelle condizioni di poterlo realizzare! A te niente è impossibile! Io desidero solo la tua volontà!.
La risposta è stata immediata e al di là di ogni mia immaginazione. La mattina dopo, quando sono andata in ospedale per le iniezioni dentro gli occhi che dovevo fare di frequente, mi arriva l’incredibile notizia dal primario (chiamato appunto per accertare quanto di inspiegabile mi era successo):
Chiara noi siamo senza parole, sei completamente guarita! Per chi non crede è un mistero, per chi crede è una grazia straordinaria: la tua malattia è completamente ed inspiegabilmente sparita!
Io, la spiegazione ce l’avevo, eccome! Era la risposta del Signore alla mia semplice preghiera della sera prima… e lui aveva risposto come solo Dio può fare.
La mia cartella clinica era stata studiata dai più grandi luminari di Europa e anche degli Stati Uniti: tutti erano stati concordi nell’affermare che non c’era alcuna possibilità di guarigione. Senza dubbio sarei diventata cieca, era solo questione di tempo! Di fatto dalla sera alla mattina ero passata da meno otto decimi di vista ad una vista superiore alla norma: più undici decimi. Davvero incredibile!
La prima casa di accoglienza a Trigoria (Roma)Ho così iniziato a recarmi di notte in stradaspinta da un semplice desiderio: condividere la gioia dell’incontro con Cristo Risorto proprio con quei fratelli che erano più disperati.
Non immaginavo davvero di incontrare un popolo così sterminato di giovani soli, emarginati, sfregiati nella profondità del cuore e della dignità, vittime dei terribili tentacoli di piovre infernali e della più infame delle schiavitù. Quante ragazze vendute come schiave e costrette a svendere il loro corpo a gente senza scrupoli. Quanti giovani distrutti, imprigionati dall’illusione di un paradiso artificiale che ha ucciso loro l’anima. Quante grida silenziose e lancinanti mai ascoltate da nessuno; quanta disperazione, rabbia, violenza, devianza, criminalità… ma quanta incredibile sete di amore, di Dio proprio là, nella profondità delle tenebre degli inferi della strada.
Ho provato con un certo timore e tremore ad entrare in punta di piedi nelle storie delle persone che abitavano le zone più ‘calde’ della città e subito sono rimasta impressionata dalla sete di ascolto, di verità, di pace, di amore di … Dio, proprio in mezzo a quell’inferno. Tanti dei cosiddetti ‘criminali’, alcuni con fedine penali davvero impressionanti, non erano di fatto persone cattive, ma persone non amate; ragazzi con una grande sensibilità ma con il cuore impietrito dalle troppe violenze subite. Altri erano giovani arrivati da paesi più poveri pieni di buoni propositi e aspirazioni, ma ben presto catturati dalle reti della criminalità organizzatache non perdona. Altri ancora, bravi ragazzi di buona famiglia (alcuni li avevo conosciuti in precedenza) ammaliati dalle seducenti proposte del mondo (piacere, denaro, successo, apparire) e scivolati poi in una profonda insoddisfazione, solitudine, nausea sottile senza più riuscire a trovare risposte... ragazzi con un grande vuoto nel cuore che avevano tentato di colmarlo con lo sballo, la trasgressione, le sostanze stupefacenti.
Molti di loro, sorpresi dalla presenza di una ragazza di notte in zone così pericolose, dopo aver condiviso con me qualcosa della loro storia piena di sofferenza e spesso di disperazione, mi dicevano:
Ora però raccontaci qualcosa di te. Che ci fa una ragazza come te qui in mezzo a noi? Non ti rendi conto di quanto è pericoloso? Possibile che metti a rischio la tua vita per persone che neanche conosci? Ma chi te lo fa fare?…
Con tanta semplicità condividevo anch’io qualcosa della mia storia e di come l’incontro con Cristo Risorto avesse sconvolto la mia esistenza: in Gesù avevo finalmente trovato la Verità che ci rende liberi, la Vita in abbondanza, la Via per raggiungere quella pienezza di gioia e di pace a cui il mio cuore anelava. La reazione era quasi sempre di sorpresa, curiosità e di incredibile apertura:
Se la gioia che vediamo nel tuo sguardo viene davvero da Gesù e se è Lui che ti spinge a rischiare la tua vita per noi, parlaci un po’ di ‘sto Gesù!
I lcardinal Tonini visita la prima comunità di Trigoriaed iniziavano a bombardarmi di domande. Il più delle volte questi incontri si concludevano con una richiesta accorata:
Portaci via da questo inferno della strada. Vogliamo conoscere anche noi questo Gesù che ha cambiato la tua vita!
[...]

La mission

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La Mission
La Comunità Nuovi Orizzonti si pone l’obiettivo di intervenire in tutti gli ambiti del disagio sociale: per questo realizza azioni di solidarietà a sostegno di chi vive situazioni di grave difficoltà; svolge la sua attività avendo presenti tutte le realtà di emarginazione sociale, in modo particolare del mondo giovanile; per esso propone specifici interventi innovativi e un proprio programma di ricostruzione integrale della persona che unisce la dimensione psicologica a quella spirituale e umana.
Inoltre propone i valori della solidarietà, della condivisione, della cooperazione e della spiritualità come elementi essenziali per una piena realizzazione della persona.





Opere e progetti

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Centri di Accoglienza, Formazione, Orientamento = 139

Centri_Accoglienza
  • 29 Centri di accoglienza residenziale per persone in situazione di grave disagio.
  • 29 Centri residenziali di formazione al volontariato internazionale.
  • 54 Famiglie aperte all’accoglienza.
  • 27 Centri di ascolto e telefoni in aiuto, grazie ai quali sono sostenute annualmente circa 100.000 persone.

Centri di Servizio = 92





Le comunità di accoglienza ospitano giovani e adulti - maschi e femmine - che vivono diverse situazioni di disagio legate a dipendenze di vario genere: droghe, alcol, sesso, gioco, internet, disturbi del comportamento alimentare, ecc.
Caratteristica peculiare della comunità di accoglienza è quella di essere una grande famiglia aperta a tutti coloro che desiderano fare un’esperienza di vita rinnovata dall’amore. Tutti - operatori, responsabili, ragazzi accolti dalla strada, giovani in discernimento vocazionale - si impegnano a crescere nell’arte di amare, sostenuti da un programma formativo di conoscenza di sè e di guarigione interiore, nella consapevolezza che ciascuno può essere un dono per l’altro.
Le comunità si occupano inoltre del lavoro di strada e di numerose altre attività quali: telefono in aiuto, servizio di segretariato sociale, colloqui di sostegno ed orientamento, incontri di prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole, corsi di formazione umana, formazione alla prevenzione - animazione, attività artistico-ricreative, gruppi di spiritualità, missioni di strada.

Le Famiglie aperte all’Accoglienza sono coppie di sposi che si impegnano ad essere aperte all'accoglienza defamiglie_loretoi piccoli e dei poveri secondo il carisma della Comunità e ad avere come modello di vita la Sacra Famiglia di Nazareth.


Le famiglie aperte all’accoglienza vogliono essere piccoli fari di luce per le tante famiglie imprigionate nelle tenebre e piccole mani protese per aiutare ed accogliere figli e fratelli in condizioni di difficoltà materiale e spirituale.





Il lavoro di sensibilizzazione e di prevenzione che compiono i membri della Comunità porta inevitabilmente ad aprire centri di ascolto, punti di contatto, per le persone che sono già state incontrate. Moltissimi ragazzi raggiunti nei locali, nei punti di ritrovo e di divertimento notturni dove passano molte ore, toccati da un fugace contatto con qualche ragazzo delle comunità, chiedono di incontrare in modo più costante qualcuno con cui scambiare un confronto e attivare un’amicizia.
Spesso questi centri precedono l’apertura di una struttura di accoglienza e contemporaneamente continuano il loro servizio particolarmente utile in questo momento storico di forte insicurezza sociale. La loro collocazione è o all’interno ella struttura che ospita la comunità o in realtà parrocchiali o in edifici autonomi.
L’attività principale è proprio quella dell'ascolto delle persone che vi accedono: sono soprattutto giovani soli, emarginati, senza punti di riferimento, la cui necessità è quella di trovare qualcuno disposto ad ascoltarli nelle loro storie spesso dolorose o confuse.
Non vi sembra che quello che sta facendo Dio con questa 
piccola grande donna sia un qualcosa di strabiliante, di miracoloso


 Guardate  anche questo video!

Materiale tratto dal sito ufficiale http://www.nuoviorizzonti.org/

Sostenere Nuovi Orizzonti significa aiutare a trarre 
uomini dalla schiavitù alla libertà, dalle tenebre alla luce 
dalla morte alla vita. 
Significa partecipare a un'opera meravigliosa che si sta 
espandendo rapidamente nel mondo in un modo 
impressionante.
Significa dare un senso profondo alla propria esistenza,
spenderla per qualcosa di grande.
Se vuoi fare donazioni vai su 

Buone opere a tutti!
Roberto

mercoledì 13 ottobre 2010

Il giudizio finale e le 7 opere di misericordia


 Vangelo secondo Matteo (Mt 25, 31-46)

.
Il Giudizio finale
31Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». 37Allora i giusti gli risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». 40E il re risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me». 41Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, 42perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, 43ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato». 44Anch'essi allora risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?». 45Allora egli risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me». 46E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Caro amico, fratello, se non credi affatto alla realtà dell'Inferno e del Paradiso, come anche del Purgatorio, e pensi che sia roba da vecchiarelle, o se sempre più spesso te ne dimentichi vivendo come se non esistessero, ti invito con forza, anzi ti supplico di osservare molto attentamente queste parole così chiare ed inequivocabili di Gesù Cristo nostro Signore.

Perché se è verissimo che il Dio rivelatoci dal Nazareno è infinitamente paziente e misericordioso, amore gratuito che si dona instancabilmente, desiderando solamente che ci convertiamo a Lui e in tal modo nient'altro che la nostra salvezza, è altrettanto vero che si tratta di un Dio giusto, obbligato proprio dal suo amore a rispettare le nostre scelte e anche a retribuire secondo la sua sapienza, così diversa dalla nostra, i frutti delle nostre opere su questa terra.

Bisogna fare molta attenzione su questo punto nel mantenere il sapiente equilibrio che la Tradizione della Santa Chiesa ha stabilito, perché se punti troppo sul Giudizio, rischi di cadere nel moralismo, nel legalismo e in una falsa immagine di un Dio che incute terrore, il che è davvero micidiale, mentre se punti troppo sulla Misericordia, rischi di cadere nel lassismo e nella presunzione di salvezza, e in fondo la tua vita e l'intera storia perdono significato, riducendosi ad un inutile teatrino, il che è altrettanto micidiale.

Ti invito inoltre a documentarti bene, ad esempio sulle numerose apparizioni che veggenti e mistici vari, in particolare quelli mariani, hanno avuto dell'aldilà negli ultimi tempi; puoi trovarne in questo meraviglioso sito che ti raccomando caldamente: http://medjugorje.altervista.org/index.php?s=aldila

Comunque in questo vangelo le parole di Gesù sono veramente impressionanti, perché non solo si costituisce fratello maggiore e protettore delle persone più povere e deboli nelle loro varie necessità, ma finisce per identificarsi totalmente con loro: "tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".

Naturalmente, questa è anche una buona notizia per tutti noi che spesso nella vita, forse molto più spesso di quanto pensiamo, siamo questi suoi fratelli più piccoli, stretti dalle necessità più svariate: e allora coraggio se stai soffrendo, perché Cristo si è fatto povero per te, per essere una cosa sola con te, si è umiliato per primo e ti è venuto incontro per aprirti una strada di salvezza, perché in quelle difficoltà tu potessi incontrarti con lui.

Inoltre, come si può facilmente notare, da questo vangelo la Tradizione della Chiesa ha tratto le famose
7 opere di misericordia corporale che vado ad elencare:
  1. DAR DA MANGIARE AGLI AFFAMATI
  2. DAR DA BERE AGLI ASSETATI
  3. VESTIRE CHI E' NUDO
  4. ACCOGLIERE I PELLEGRINI
  5. VISITARE GLI INFERMI
  6. VISITARE I CARCERATI
  7. SEPPELLIRE I MORTI 
Hanno invece altre radici evangeliche, ma la Chiesa assicura che sono altrettanto meritorie, le meno note
7 opere di misericordia spirituale che sono:
  1. CONSIGLIARE I DUBBIOSI
  2. INSEGNARE AGLI IGNORANTI
  3. AMMONIRE I PECCATORI
  4. CONSOLARE GLI AFFLITTI
  5. PERDONARE LE OFFESE
  6. SOPPORTARE PAZIENTEMENTE LE PERSONE MOLESTE
  7. PREGARE DIO PER I VIVI E I MORTI

Non ci resta che riflettere, pregarci un po' su, e darci decisamente da fare! Non so voi, ma io francamente preferisco il Paradiso, preferisco di gran lunga sentirmi dire: "Venite, benedetti del Padre mio..."

Roberto


Eglantyne Jebb"Il futuro è nelle mani dei bambini"

"Che ogni bambino affamato sia nutrito, ogni bambino malato sia curato, ad ogni orfano, bambino di strada o ai margini della società sia data protezione e supporto"

Eglantyne Jebb, fondatrice di Save the Children, 1919
Queste le parole di Eglantyne Jebb, che nel 1919, colpita dalle terribili condizioni di vita dei minori in Europa dopo la prima guerra mondiale, fondò Save the Children.

Eglantyne Jebb fu in grado di anticipare il concetto, rivoluzionario per l'epoca, che anche i bambini fossero titolari di diritti, e cominciò un'opera audace nelle sue rivendicazioni nei confronti delle istituzioni e anticonformista nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica e nelle prime forme di raccolta fondi. Nel 1923 Eglantyne scrisse la prima Carta dei Diritti del Bambino , sancendo quelli che sono i diritti inviolabili di cui ogni bambino dovrebbe godere, che successivamente venne adottata dalla Società delle Nazioni, e che in seguitò ispirò l'attuale Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza del 20 novembre 1989, oggi ratificata da tutti i Paesi del mondo, ad eccezione degli Stati Uniti e Somalia.

Oggi, a 90 anni dalla sua fondazione, Save the Children è la più grande e importante organizzazione internazionale indipendente per la difesa dei diritti dei bambini, e opera in oltre 120 Paesi al mondo con uno staff di circa 14 mila persone .
"Tutto quello per cui la nostra fondatrice ha combattuto 90 anni fa, è ancora quello in cui Save the Children crede oggi e la base del suo operato in tutto il mondo", afferma Claudio Tesauro , Presidente di Save the Children Italia. "La nostra missione, in Italia come nel resto del mondo, è assicurare ad ogni bambino il rispetto dei suoi diritti - quello alla salute, alla nutrizione, al cibo, ad una dimora, all'educazione - e proteggerli da ogni tipo di violenza, abuso e sfruttamento, ascoltare i minori, coinvolgerli in ogni decisione che li riguarda e impegnarsi affinché il loro punto di vista sia preso in considerazione."
Nel corso degli anni, Save the Children si è occupata dei maggiori problemi che hanno afflitto l'infanzia e l'adolescenza, contraddistinguendosi per la propria indipendenza, laicità e internazionalità.

Nell'estate del 1919 Eglantyne Jebb scrisse a Papa Benedetto XV per avere il supporto della Chiesa contro la carestia. In risposta al suo appello, nel novembre dello stesso anno, il Papa scrisse l'Enciclica "Paterno Iam Diu" , chiedendo a tutte le chiese del mondo di raccogliere fondi per l'infanzia e l'anno successivo, nell'enciclica "Annus iam Planus est" tributò pubblica lode a Save the Children per il suo lavoro. Fu la prima volta nella storia che la Chiesa Cattolica supportò una causa promossa da un'organizzazione aconfessionale.

Tratto dal sito ufficiale: http://www.savethechildren.it/

Ogni anno nel mondo muoiono 8 milioni di bambini.

Un bambino ogni tre secondi!

La maggior parte per cause facilmente prevenibili e curabili.

Non lasciamoli andare.

Dona 2 euro per salvarli, invia un sms al 45503.

Campagna Every One-Save the Children 2010

martedì 12 ottobre 2010

Catechesi del Cammino Neocatecumenale a San Bernardo

Caro amico, nel mio ultimo post, ti consigliavo di trovare un modo per approfondire nella chiesa i temi, o meglio le buone notizie di cui stavamo trattando e di lasciarti aiutare a trovare la tua strada per arrivare a Cristo e compiere le opere buone che il Padre nostro celeste ha predisposto per noi, per intraprendere cioè il tuo cammino di santità.

Bene, ho verificato che proprio nei prossimi giorni, nella mia parrocchia di San Bernardo a Roma, si terranno le catechesi del Cammino Neocatecumenale, che costituiscono appunto un ottimo strumento per scoprire o riscoprire i fondamenti della nostra fede in un percorso comunitario di conversione.
Da parte mia, posso testimoniare che nel 1988 queste catechesi mi hanno letteralmente salvato la vita e che da più di vent'anni ormai continuo ad incontrare Cristo e a dialogare con lui, anche attraverso la comunità di fratelli di cui faccio parte. Perciò non posso che invitarti caldamente a parteciparvi, se puoi; ecco la presentazione che puoi trovare sul sito della parrocchia:



Catechesi del Cammino Neocatecumenale


"Tu che sei fedele .... rispondimi ..."

Dal 19 ottobre alle ore 20.45, nella "sala bianca" (salone) della nostra Parrocchia, avranno inizio le catechesi del Cammino neocatecumenale, un carisma della Chiesa cattolica presente a San Bernardo dal 1976. Sono 14 incontri di un'ora ciascuno che proseguiranno, ogni martedì e venerdì alla stessa ora, per un periodo di poco meno di 2 mesi.
Il Cammino neocatecumenale è uno strumento al servizio dei Vescovi per la riscoperta della iniziazione cristiana da parte dei giovani e degli adulti, battezzati e non battezzati. Le catechesi costituiscono quindi un momento privilegiato di grazia e di bene dell'azione missionaria della Parrocchia quale Chiesa locale, attuata dal Parroco con l'aiuto di alcuni laici, per la cura delle persone del quartiere o di quanti desiderino riscoprire i doni del battesimo ed approfondire la propria fede attraverso una esperienza di formazione ed arricchimento della vita cristiana adulta.
Quest'anno la Parola, tratta dal Salmo 142, con cui Dio ci convoca personalmente è: "Tu che sei fedele .... rispondimi ...". Abbiamo la certezza che il Signore Gesù non deluderà i nostri giusti desideri di amore.
E' possibile usufruire, per coloro che lo desiderino, un servizio di accompagnamento in auto, avvisando in anticipo la Parrocchia al numero 06.2306407, mentre saranno disponibili della baby sitter nelle sale parrocchiali per coloro che hanno bambini.

Vi aspettiamo!



http://www.camminoneocatecumenale.it/


Il Cammino Neocatecumenale

 Nella Chiesa primitiva, quando il mondo era pagano, chi voleva farsi cristiano doveva iniziare un «catecumenato», che era un itinerario di formazione per prepararsi al Battesimo. Oggi il processo di secolarizzazione ha portato tanta gente ad abbandonare la fede e la Chiesa: per questo è necessario un itinerario di formazione al cristianesimo.
Il Cammino Neocatecumenale non è un movimento o un'associazione, ma uno strumento nelle parrocchie al servizio dei Vescovi per riportare alla fede tanta gente che l'ha abbandonata.
Iniziato negli anni '60 in uno dei sobborghi più poveri di Madrid da Kiko Argúello e da Carmen Hernandez, venne promosso dall'allora Arcivescovo di Madrid, Casimiro Morcillo, che constatò in quel primo gruppo una vera riscoperta della Parola di Dio ed un'attuazione pratica del rinnovamento liturgico promosso proprio in quegli anni dal Concilio. 
Vista la positiva esperienza nelle parrocchie di Madrid e di Roma, nel 1974 la Congregazione per il Culto Divino indicò il nome di Cammino Neocatecumenale per questa esperienza.
Si tratta di un cammino di conversione attraverso il quale si possono riscoprire le ricchezze del Battesimo.
Il Cammino si è diffuso in più di 900 Diocesi di 105 Nazioni, con oltre 20 mila comunità in 6.000 parrocchie.
Nel 1987 è stato aperto a Roma il Seminario missionario internazionale «Redemptoris Mater» che ospita giovani che hanno maturato la loro vocazione in una comunità neocatecumenale e che si rendono disponibili ad andare in tutto il mondo. Successivamente molti Vescovi hanno seguito l'esperienza di Roma e oggi nel mondo vi sono più di 70 seminari diocesani missionari «Redemptoris Mater» dove si stanno formando più di mille seminaristi.
Di recente, in risposta all'appello del Papa Giovanni Paolo II per la nuova evangelizzazione, molte famiglie che hanno percorso il Cammino si sono offerte per aiutare la missione della Chiesa andando a vivere nelle zone più secolarizzate e scristianizzate del mondo, preparando la nascita di nuove parrocchie missionarie.

Le origini

Kiko con Manolo e JoaquinCharles de Foucauld mi diede la formula: vivere in silenzio, come Gesù a Nazareth, ai piedi di Gesù Cristo in mezzo a quella gente. Conobbi un assistente sociale che mi indicò una zona di Palomeras Altas dove c'era una baracca di tavole di legno, rifugio di cani. Mi disse "Mettiti lì e non ti preoccupare". E lì ha avuto inizio un po' tutto. Nelle baracche io volevo vivere come Charles de Foucauld, in contemplazione: così come uno sta davanti all'Eucaristia, ai piedi della presenza reale, unica di Cristo; io volevo stare ai piedi di Cristo crocifisso, nella gente più povera, miserabile.
Il Signore mi portò lì con questo spirito: io ero l'ultimo. Loro erano Cristo. Forse uno avrebbe potuto dirmi: "Kiko! Aiutali". Qui c'è un punto molto importante per coloro che sanno andare al fondo delle cose. "Ma come? Ti metti in adorazione, quando questa gente è morta di fame? Dà loro da mangiare". Io non avevo nulla, non avevo portato altro che una Bibbia e una chitarra, dormivo su un materasso messo sulla nuda terra. Non avevo altro.
Mons. Morcillo nella baracca di Kiko pregando le lodiAvevo letto in un libro qualcosa che mi aveva colpito molto del tempo dei nazisti. Si raccontava un fatto storico avvenuto nel campo di concentramento di Auschwitz. Un capo della Gestapo si era reso conto delle atrocità che si stavano commettendo nel genocidio degli ebrei. Un giorno, durante un'ispezione in un campo, vide passare una colonna di uomini e donne diretta alle camere a gas, tutti nudi. Sentì nel suo cuore un grande dolore. Si domandò: "Che devo fare io adesso per aiutarli, per avere pace con me stesso?". sapete la risposta che ricevette dal di dentro? (I Padri della Chiesa parlano del Cristo parlante, dentro di te. È qualcosa di molto profondo). Il libro raccontava che quello che sentì che avrebbe dovuto fare era di denudarsi anche lui e mettersi in fila con loro.
Possiamo domandarci: questa voce che sentì dentro da dove veniva? Era una suggestione? Era reale? Era di Dio? Non era meglio fermare la comitiva e liberare quelle persone? Forse non lo poteva fare. Perché invece la verità era quella di denudarsi e di mettersi in fila? Ecco una possibile risposta: una persona che sta in quella fila sta di fronte al dramma che forse non c'è nessun Dio, che non c'è amore nel mondo e se non c'è amore nel mondo Dio non esiste, la vita è una mostruosità, moriamo nell'assurdo. Ma se uno viene con te, Cristo stesso si fa uomo e si mette con te nella fila per amore. Allora l'amore esiste. Esiste Dio. Si può vivere. Si può morire. La verità e la morte hanno un senso.
Kiko Carmen e Mons. MorcilloQuesto ha valore? Ciò che si deve fare è solo l'aiuto sociale? Forse l'uomo è solo mangiare? O l'uomo ha bisogno di sapere se Dio esiste o non esiste, se l'amore esiste oppure no? Io non andai nelle baracche per dare da mangiare, né per insegnare a leggere. (Erano tutti analfabeti, ad eccezione di uno o due: José Agudo, che era stato in un istituto di correzione sapeva leggere, ma sua moglie no. Zingari, "quinquis", ragazzi del carcere sapevano leggere a malapena). Me ne andai lì e, se volete sapere, neanche pensavo di predicare, sapete infatti che i Piccoli Fratelli di Foucauld stanno "in silenzio". Volevo dare testimonianza vivendo in mezzo ad essi come Gesù a Nazareth.
Kiko con i primi compagni delle baracche, Domingo e ManoloE che successe? Quello che sempre succede. Il vicino, un giorno che faceva un freddo cane, perché era inverno e nevicava - io mi scaldavo con dei cani randagi che vivevano con me - entrò all'improvviso e mi disse: "Ti ho portato un braciere perché stai morendo di freddo!".
Poco a poco si avvicinavano e domandavano: "Chi è costui che sta qui, con barba e chitarra?". Per alcuni ero uno che aveva fatto un voto, per altri un protestante, perché portavo sempre la Bibbia. Gli zingari venivano per la chitarra... Non sapevano chi ero. José Agudo, che allora era in lite con un altro clan di "quinquis", mi si avvicinò per domandarmi cosa diceva il Vangelo sul fatto di picchiarsi. Io gli lessi il Discorso della Montagna che dice di non resistere al male e restò a bocca aperta: "Come? Ma se non mi difendo mi ammazza! Che devo fare?". Gli diedi da leggere i "Fioretti" di San Francesco che lo impressionarono molto e non mi lasciò più.

 
Tratto dal sito ufficiale del Cammino cui sopra rimando

Buone notizie

Caro amico,
 ci sono alcune cose che dovresti assolutamente sapere
per vivere bene la tua vita,
ma che soltanto poche persone sono disposte a dirti.


Probabilmente non te lo hanno mai detto i tuoi genitori, i parenti o gli amici; di certo non lo trovi su giornali e telegiornali, nei vari talk e reality show, a scuola o al lavoro, allo stadio, al cinema o a teatro; persino nelle chiese non è così scontato poterle sentire, anche se è quest'ultimo il luogo deputato dove potresti e dovresti cercarle.


Perché si tratta di argomenti che nella nostra società sono diventati in qualche modo dei tabù, verità che dovrebbero essere
una buona notizia per tutti noi
e che invece sono divenute quanto meno scomode a dirsi, tanto che chi le voglia esporre rischia di essere schernito, disprezzato o emarginato, quando non apertamente perseguitato.


Vediamo se riesco a comunicartene qualcuna.
Non so se sono la persona più adatta per farlo, ma credo di aver ricevuto molte grazie in questo senso e sento il dovere, oltre che il profondo desiderio, di restituire per quanto mi è possibile e di far fruttare ciò che mi è stato donato. Mi aiuti la Santa Vergine Maria, nostra cara Madre celeste.


Per cui ti prego, cerca se puoi di aprire bene gli occhi e le orecchie, perché
conoscere queste cose ti può cambiare la vita.


Prima di tutto, devi sapere che tu non sei soltanto un insieme di cellule o di atomi sperduto nell'universo, capitato per caso in questo mondo semplicemente perché due tizi hanno fatto del sesso senza precauzioni. Perché questo è in fondo ciò che il pensiero dominante nel mondo di oggi vuol farti credere. Ma questo è il frutto malato di una cultura della crisi, un modo di pensare da orfani che hanno fatto fuori il proprio Padre e hanno perduto la loro vera identità, soffrendo di quella che l'etnologo De Martino chiamerebbe una perdita della presenza.


No, caro amico,
tu sei infinitamente prezioso agli occhi di Dio
e di tutti i suoi figli che lo conoscono e lo amano.


Hai un meraviglioso, un fantastico, uno stupendo
Padre celeste che ti ha pensato fin dall'eternità
e ti ha creato per essere a sua immagine e somiglianza in Gesù Cristo,
santo e immacolato al suo cospetto.


E' Lui che ti ha creato come frutto del suo immenso amore, perché
Dio è amore,
la sua essenza consiste nell'essere amore che si dona instancabilmente. Egli è infatti una SS. Trinità, una comunità d'amore, tre persone che si amano talmente da formare una sola sostanza, un solo Dio!


E ti ha creato perché tu possa conoscerlo ed amarlo
sempre più intimamente come un figlio diletto,
amandolo anche nei fratelli che ti ha messo accanto;
perché collabori con Lui alla sua opera di salvezza,
per coltivare e custodire la gloriosa bellezza della sua creazione con ogni bontà, pace e giustizia;
perché tu possa
godere della sua santità
e vivere una vita in pienezza,
finché un giorno tu possa ricongiungerti con Lui
insieme alla comunità dei santi nella gloria del Paradiso,
dove ha preparato per te molto di più di ciò che il tuo cuore osa sperare.


Questo è il progetto originario,
il piano di Dio Padre per te!

questo il modo in cui ti guarda,
come ci ha rivelato in Gesù Cristo e nella Tradizione ormai bimillenaria della sua santa Chiesa.

Uno sguardo innamorato e traboccante di misericordia e comprensione paterna, desideroso soltanto che si compiano in te i disegni d'arte ineffabile con cui ti ha pensato e creato. Pronto a comunicarti, solo che tu lo voglia davvero, la stessa Sapienza e lo stesso Amore con cui ti ha chiamato alla vita.


Bene, caro amico, spero proprio che queste parole che stai leggendo, così nuove e antiche al tempo stesso, abbiano trovato in qualche modo una via per entrare nel tuo cuore. Se hai lasciato anche un piccolissimo spiraglio alla luce per entrare, lo Spirito Santo dovrebbe testimoniarti che quella che ti sto rivelando è la Verità e dovresti sentirti almeno un poco sollevato dentro di te, o anche inondato dall'amore di Cristo, con varie gradazioni a seconda della relazione che hai con il tuo Dio. 

Ma quasi certamente dovrebbe anche esserci in te, se non sei proprio un ingenuo sprovveduto, una vocina più o meno forte che ti sta dicendo: ma di che parli? Che ne è stato di questo progetto del Padre nella mia vita, che è strapiena di casini, di sofferenze, contrarietà, che non ne va mai bene una, mentre io sono tutt'altro che santo e immacolato e la gente intorno è pure peggio di me?!
Devi sapere che, in un certo senso, proprio quella voce che alberga dentro di te è la causa di molti dei tuoi mali, responsabile del fatto che tu non ti senti affatto un figlio di Dio e che non si compie nella tua vita concreta il progetto del Padre: perché il grande problema è che tu ti fai un altro padre, proprio perché ascolti la voce di un altro e a quella voce dai fiducia e obbedienza. Questo è un po' in fondo quello che la Tradizione chiama il peccato originale.

Esiste infatti un nemico tremendo, irriducibile di Dio e dell'uomo, che chiamiamo il diavolo, Satana, il Maligno, il serpente antico, il grande drago, seduttore di tutta la terra. Sappiamo che era un angelo di luce, un puro spirito, che per un folle impeto di invidia e di superbia si è ribellato a Dio tentando di usurparne il posto e che cerca di coinvolgere con l'astuzia, la seduzione e la menzogna anche l'uomo in questa sua rivolta, per poi ridurlo in una condizione di terribile schiavitù. E storicamente, noi finiamo spesso per dargli retta, facendone il nostro padre/padrone e tiranno. Le conseguenze sono devastanti, l'equivalente di una tragedia cosmica; veniamo come inghiottiti da un buco nero, perché ci allontaniamo dalla nostra fonte naturale di vita e di luce che è Dio Padre e dunque viviamo una vera e propria morte nel profondo del nostro essere, oltre a non capire più nulla di ciò che ci succede, preoccupati come siamo di nascondere la nostra colpa e di riempire in qualche modo il vuoto che abbiamo dentro. Ad ogni modo, la sua sconfitta è certa e definitiva come la sua condanna, mentre quella che rimane da definire è la nostra posizione: noi da che parte vogliamo stare?



Perché il punto è che tu ed io siamo liberi di scegliere la nostra strada. Dio stesso ha talmente amato il nostro libero arbitrio, da permettere che rischiamo continuamente di perderci e di non amarlo più. Perché l'amore esige la libertà, la predilezione, la libera scelta dell'oggetto amato rispetto ad altri possibili. Altrimenti non saremmo figli ma schiavi.


Quindi tu quel piano di Dio Padre da sempre pensato per te lo puoi rifiutare, e puoi sceglierti un altro padre, il padre della menzogna e dell'omicidio, come fecero i nostri progenitori,  credendo che quello era il modo per diventare come Dio, mettendosi al suo posto.



Anzi, di fatto lo avrai sicuramente già rifiutato innumerevoli volte nella tua vita, sperimentando come conseguenza morte e devastazione, insomma un grande casino fuori e dentro di te.


Ma c'è un'altra notizia davvero buona: tu sei talmente prezioso agli occhi del tuo Padre Celeste, che si è preso cura di inviarti, oltre agli angeli, i profeti, gli evangelisti, i presbiteri, i catechisti, insomma i fratelli della sua Chiesa necessari per farti sapere questa cosa, anche il suo stesso Figlio Unigenito a lui coeterno, Gesù Cristo, perché prendesse la tua stessa carne e potesse così assumere su di sé le conseguenze del tuo peccato, liberandoti da quella condizione di schiavitù e di morte in cui ti eri cacciato.


E questo Gesù Cristo nostro Salvatore lo ha fatto pagando al nostro posto, vivendo sulla sua pelle gli insulti, gli sputi, le percosse, le ferite, il rifiuto, gli scherni, il tradimento, l'abbandono, perfino la lontananza dal Padre adorato che è la sofferenza più terribile di tutte, fino a morire sulla croce per noi come un maledetto.

Capisci? Per quanti peccati, carognerie, porcherie, tradimenti tu abbia fatto, io oggi ti annunzio che vali il sangue di Cristo, sei infinitamente prezioso agli occhi di tuo Padre, che non aspetta e desidera altro che tu possa finalmente credere a questo suo amore e ritornare a lui per riempirti delle sue grazie e farti felice!

Perché tu possa ritornare ad essere quello che da sempre sei predestinato ad essere per natura: a sua immagine e somiglianza, santo e immacolato al suo cospetto. Nessuno può far questo attraverso i suoi sforzi, mentre l'amore di Cristo, tramite la fede e l'intercessione della Vergine Maria e della Chiesa, può realizzare questo gratuitamente in te.


Perciò coraggio, esiste un'opera, ci sono delle opere buone che fin dall'eternità Dio Padre ha pensato e predisposto per te, che ha consegnato nelle tue mani e forse tu solo puoi farle, ne sei direttamente responsabile. Non ti resta che scoprire quali sono.

Attraverso questo sito, forse ti puoi rendere conto di quante opere meravigliose Dio, con i suoi figli, sta compiendo oggi nel mondo e abbia già compiuto nella storia. Spero che ciò possa contribuire a risvegliare il tuo amoreun profondo desiderio di fare del bene.

E allora forza, non perdere neanche un istante, da qualche parte nel mondo c'è qualcuno che sta aspettando la tua opera, che ti converti e ti fai suo prossimo, a cominciare da coloro che ti vivono accanto...


Buona fortuna e la pace di Cristo sia sempre con te.

Roberto


Se queste parole hanno colpito il tuo cuore e vuoi saperne di più, chiedi aiuto prima di tutto alla madre di Cristo, poi cerca nella parrocchia a te più vicina, o nei vari gruppi presenti oggi nella Chiesa, vedrai che c'è una ricchezza veramente impressionante.

Se sei di Roma, puoi cercare http://www.sanbernardoparrocchia.it/, altrimenti puoi cercare nel posto più vicino a te, ad esempio questi nuovi carismi della Chiesa Cattolica:

http://www.nuoviorizzonti.org/
 
http://www.rns-italia.it/


cerca qui il tuo gruppo di preghiera






 




venerdì 8 ottobre 2010

I Padri della Chiesa sulla misericordia II

Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra, cioè nei poveri, privi di panni per coprirsi.

Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la nudità.

Colui che ha detto: "Questo è il mio corpo", confermando il fatto con la parola, ha detto anche: "Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare" (Mt 25,35), e: "Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno dei più piccoli tra questi, non l'avete fatto neppure a me" (Mt 25,45).

Il corpo di Cristo che sta sull'altare non ha bisogno di mantelli, ma di anime pure; mentre quello che sta di fuori ha bisogno di molta cura.

Impariamo dunque a pensare e a onorare Cristo come egli vuole. Infatti l'onore più gradito che possiamo rendere a colui che vogliamo venerare è quello che lui stesso vuole, non quello escogitato da noi.

Anche Pietro credeva di onorarlo impedendo a lui di lavargli i piedi. Questo non era onore, ma vera scortesia. Così anche tu rendigli quell'onore che egli ha comandato, fa' che i poveri beneficino delle tue ricchezze.

Dio non ha bisogno di vasi d'oro, ma di anime d'oro. Con questo non intendo certo proibirvi di fare doni alla chiesa. No. Ma vi scongiuro di elargire, con questi e prima di questi, l'elemosina. Dio infatti accetta i doni alla sua casa terrena, ma gradisce molto di più il soccorso dato ai poveri.

Nel primo caso ne ricava vantaggio solo chi offre, nel secondo invece anche chi riceve. Là il dono potrebbe essere occasione di ostentazione; qui invece è elemosina e amore.

Che vantaggio può avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d'oro, mentre poi muore di fame nella persona del povero?

Prima sazia l'affamato, e solo in seguito orna l'altare con quello che rimane. Gli offrirai un calice d'oro e non gli darai un bicchiere d'acqua? [...] Dimmi: se vedessi uno privo del cibo necessario e, senza curartene, adornassi d'oro solo la sua mensa, credi che ti ringrazierebbe o piuttosto non si infurierebbe contro di te?
E se vedessi uno coperto di stracci e intirizzito dal freddo, trascurando di vestirlo, gli innalzassi colonne dorate, dicendo che lo fai in suo onore, non si riterrebbe forse di essere beffeggiato e insultato in modo atroce?

Pensa la stessa cosa di Cristo, quando va errante e pellegrino, bisognoso di un tetto. Tu rifiuti di accoglierlo nel pellegrino e adorni invece il pavimento, le pareti, le colonne, i muri dell'edificio sacro. Attacchi catene d'argento alle lampade, ma non vai a visitarlo quando lui è incatenato in carcere.

Dico questo non per vietarvi di procurare tali addobbi e arredi sacri, ma per esortarvi a offrire, insieme a questi, anche il necessario aiuto ai poveri, o meglio, perché questo sia fatto prima di quello.

Nessuno è mai stato condannato per non aver cooperato ad abbellire il tempio, ma chi trascura il povero, è destinato alla geenna, al fuoco inestinguibile e al supplizio con i demoni.

Perciò mentre adorni l'ambiente del culto, non chiudere il tuo cuore al fratello che soffre. Questi è un tempio vivo più prezioso di quello.

San Giovanni Crisostomo  ("Omelie sul vangelo di Matteo")





9 mesi … 40 settimane … un viaggio meraviglioso verso la vita che una donna e il suo bambino compiono insieme. Un’attesa, un’emozione, una speranza e poi l’immensa, incommensurabile gioia della nascita!
 

Per tante, troppe donne nel mondo, questo viaggio meraviglioso dal concepimento al parto ha un finale infausto! Troppe donne, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, muoiono a causa di complicazioni che subentrano durante la gravidanza o al momento del parto o subito dopo. Nella maggioranza dei casi questa morte è accompagnata anche da quella del bambino, che senza la mamma non sopravvive oltre il primo anno di vita. Vite che potrebbero essere salvate con l’impegno di tutti!
Anche tu puoi salvare la vita di una mamma e del suo bimbo, scopri come:

sabato 2 ottobre 2010

Trasformati nella sua misericordia

Per ogni volta che il mio petto respira,
per ogni volta che batte il mio cuore,
per ogni volta che pulsa il sangue nel mio organismo,
per altrettante migliaia di volte
desidero esaltare la Tua Misericordia, o Trinità Santissima.



Desidero trasformarmi tutta nella Tua Misericordia
ed essere il riflesso vivo di Te, o Signore.
Che il più grande attributo di Dio,
cioè la Sua incommensurabile Misericordia,
giunga al mio prossimo attraverso il mio cuore e la mia anima.



Aiutami, o Signore, a far sì che i miei occhi siano misericordiosi, in modo che io non nutra mai sospetti e non giudichi sulla base delle apparenze esteriori, ma sappia scorgere ciò che c'è di bello nell'anima del mio prossimo e gli sia di aiuto.

Aiutami a far sì che il mio udito sia misericordioso, che mi chini sulle necessità del mio prossimo, che le mie orecchie non siano indifferenti ai dolori ed ai gemiti del mio prossimo.

Aiutami, o Signore, a far sì che la mia lingua sia misericordiosa e non parli mai sfavorevolmente del prossimo, ma abbia per ognuno una parola di conforto e di perdono.

Aiutami, o Signore, a far sì che le mie mani siano misericordiose e piene di buone azioni, in modo che io sappia fare unicamente del bene al prossimo e prenda su di me i lavori più pesanti e più penosi.

Aiutami a far sì che i miei piedi siano misericordiosi, in modo che io accorra sempre in aiuto del prossimo, vincendo la mia indolenza e la mia stanchezza. Il mio vero riposo sta nella mia disponibilità verso il prossimo.

Aiutami, Signore, a far sì che il mio cuore sia misericordioso, in modo che partecipi a tutte le sofferenze del prossimo. A nessuno rifiuterò il mio cuore. Mi comporterò sinceramente anche con coloro di cui so abuseranno della mia bontà, mentre io mi rifugerò nel Misericordiosissimo Cuore di Gesù. Non parlerò delle mie sofferenze. Alberghi in me la Tua Misericordia, o mio Signore.

Tu Stesso mi ordini di esercitarmi nei tre gradi della misericordia.

Primo: l'opera di misericordia di qualunque genere essa sia.

Secondo: la parola misericordiosa; se non potrò con l'azione lo farò con la parola.

Il terzo grado è la preghiera. Se non potro dimostrare la mia misericordia nè con l'azione, nè con la parola, posso sempre farlo con la preghiera. La preghiera l'estenderò anche là, dove non posso giungere fisicamente.

O Gesù mio, trasformami in te stesso poiché Tu puoi fare tutto.

Santa Maria Faustina Kowalska ("Diario")



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http://www.festadelladivinamisericordia.com/


venerdì 1 ottobre 2010

I Padri della Chiesa sulla misericordia

Dio ha dato suo Figlio,
ma tu non dai neppure un pane a chi per te fu consegnato e ucciso. Il Padre non l'ha risparmiato per te , pur essendo egli suo Figlio; tu invece disprezzi lui che soffre la fame , mentre comperi ciò che è suo, e lo fai per te.

Che cosa può essere peggiore di questa malvagità?

E' stato consegnato per te, ucciso per te, va in giro affamato per te, e tu dai cose che sono sue per ricavartene guadagno, ma questo non è certo un dare. Non sono forse più insensibili delle pietre costoro che, trascinati da tante cose, rimangono così diabolicamente disumani?


A lui non bastò subire la croce e la morte,
ma volle diventare anche povero e pellegrino, errabondo e nudo, essere gettato in carcere e soffrire infermità per attrarre te almeno così.

Se non vuoi ricambiarmi come uno che ha patito per te, abbi almeno pietà di me per la povertà. Se non vuoi sentire pietà per la povertà, piegati almeno davanti alla malattia e al carcere. Se neppure tutto questo ti porta a sentimenti di umanità, accondiscendi almeno per l'esiguità della richiesta: non ti domando nulla di dispendioso, ma un pane, un tetto, una parola di conforto.


Se poi resti ancora insensibile, diventa migliore almeno per il regno dei cieli, almeno per i premi che ho promesso. O forse non tieni alcun conto nemmeno di tutto questo?

Piegati almeno per impulso naturale vedendo un nudo e ricordati della mia nudità sulla croce, che ho sofferto per te. Se non vuoi commuoverti di quella, commuoviti almeno di questa per cui sono povero e nudo nel tuo prossimo.

Fui in carcere allora per te e lo sono ancora per te nel tuo prossimo perché tu, mosso dall'una e dall'altra considerazione, voglia concedermi un po' di compassione. Fui digiuno per te e di nuovo soffro la fame per te. Ho avuto sete mentre pendevo in croce, ora soffro la sete nella persona dei poveri.

 Potessi attrarti a me per l'uno o l'altro di questi motivi e con questo renderti più pietoso per la tua salvezza!

Perciò, dopo averti circondato di tanti benefici, permettimi di pregarti del contraccambio. Non lo esigo da te trattandoti da mio debitore. Ti voglio invece premiare considerandoti un donatore. E per le poche cose che tu mi darai ti regalerò un regno.

Non dico: "Fa cessare la mia povertà"; e neppure: "Dammi delle ricchezze", benché io sia povero per amor tuo, ma domando soltanto un pane, una veste e, nella fame, un po' di conforto.

Se sono stato gettato in carcere non ti obbligo a sciogliermi dalle catene e a farmi evadere, ma una cosa sola ti domando: che tu sappia che io sono carcerato per te; questo favore sarà abbastanza per me e per esso ti do il cielo. Benché io ti abbia sciolto da pesantissime catene, per me sarà sufficiente se vorrai visitarmi carcerato.

Potrei certo darti la corona anche senza questo, ma voglio esserti debitore, perché speri il premio con maggiore fiducia.

San Giovanni Crisostomo ("Omelie sulla lettera ai Romani")


Per conoscere i Padri della Chiesa:

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 “Una manciata di piccole perle che ognuno infilerà da solo nel filo della sua vita personale”, così il cardinale Spidlik, nota personalità della Chiesa mondiale, definisce questo suo libro in cui riflette sugli aspetti fondamentali della vita cristiana prendendo spunto dai Padri della Chiesa.


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Il disegno di Dio che si realizza attraverso Cristo nella Chiesa, trova nella predicazione dei Padri una strada maestra. Le sue dimensioni dottrinali, morali e simboliche vengono in tal caso riprodotte come un percorso pedagogico e didattico. Da San Cirillo di Gerusalemme fino a San Paolino di Nola; da San Basilio a San Gregorio di Nazianzo a San Giovanni Crisostomo e San Cirillo di Alessandria. E ancora, Ilario di Poitiers, Eusebio di Vercelli, Sant'Ambrogio, San Massimo di Torino, San Girolamo, Afraate, Sant'Efrem, San Cromazio. Tutti Maestri di luce e di speranza ripresentati da queste Catechesi di Benedetto XVI.





La storia degli Amici di Lazzaro
Amicizia, servizio e preghiera con i poveri.
Il primo gruppo.... Siamo nati nel 1997, quando seguendo l'esempio di un gesuita francese, P.JeanPaul Hernandez,
abbiamo iniziato ad andare ogni settimana nella più grande stazione torinese, Porta Nuova.
Eravamo un gruppo di 5-6 ragazzi tra i 20 e i 30 anni. Ci sedevamo nell'atrio centrale e invitavamo alcuni amici senzacasa a fare altrettanto.
Con qualche canto ed una preghiera animavamo la serata, nacquero delle amicizie molto semplici  e ci affezionammo ai nostri amici di PortaNuova.
Il gruppo si ingrandì e capimmo che l'esigenza più grande non era quella materiale. Intorno alla stazione esistevano già molti servizi per i senzacasa: mense, dormitori, docce pubbliche, caritas e s.vincenzo, ecc.  Ma la cosa particolare cui ci sentimmo chiamati a rispondere era l'amicizia, l'ascolto,
l'incontro a chi è in situazioni di disagio. In poche parole ad essere amici dei poveri.

La crescita... Aumentando di numero, decidemmo di moltiplicare le uscite: due volte la settimana di sera, la domenica mattina a far colazione in stazione,
un paio di gruppi che visitavano gli amici andandoli a trovare nei dormitori.Alcuni di noi si portarono a casa dei senzacasa e li accudirono, altri li invitavano a pranzo la domenica.

I primi contatti con il mondo dello sfruttamento... In stazione incontravamo molte ragazze nigeriane che prendevano il treno per andarsi a prostituire in altre città del Piemonte o della Lombardia. Alcuni di noi iniziarono ad incontrarle insieme ad altri gruppi di volontariato per fare esperienza.
Ben presto, nacquero vari gruppi per incontrare in Torino e provincia le ragazze vittime della tratta.

Dalle amicizie, il servizio. Dal servizio, amicizie semplici... Dalle prime ragazze che uscirono dalla strada (ora sono ormai oltre 100) arrivarono richieste come quello di imparare l'italiano o di aiutare i bambini a fare i compiti, animare domeniche di svago con amici ed amiche che non avevano i mezzi per andare fuori città.

Quello che ad oggi accumuna i 10 gruppi dell'associazione è l'obiettivo di far fare a giovani sotto i 30 anni esperienze di servizio, amicizia e preghiera con i poveri.  Esperienze che poi potranno essere messe a frutto nelle proprie comunità di provenienza (parrocchie, associazioni, movimenti) o semplicemente nella vita quotidiana.


La proposta degli Amici di Lazzaro
Essere Amici di Lazzaro, è qualcosa di più del semplice volontariato, perché è un cammino che si può riassumere in tre parole: amicizia, preghiera e servizio ai poveri, i piccoli, i semplici. Un amore ricevuto da Dio e che vorremmo ricambiare e portare a chi non è amato o non si sente amato.
Collaborano con noi anche alcuni non credenti che però condividono gli ideali che perseguiamo.

L'ideale che ci spinge è il desiderio di andare incontro a tutte quelle persone che vivono situazioni di sofferenza ed emarginazione. Da questo amore agli ultimi viene il nome Amici di Lazzaro,  Lazzaro è il povero citato da Gesù nei Vangeli che muore di fronte alla casa del ricco, ed è anche un personaggio reale: l'amico di Gesù che viene riportato in vita.

I bisogni intorno a noi sono immensi: necessità materiali, umane e spirituali, ma casa e lavoro, istruzione e diritti, non bastano per rendere le persone felici. Sono l'amore, l'amicizia, l'ascolto e la fede che condividiamo che portano pace e gioia. I poveri ci insegnano tanto e molte volte siamo noi a dover dire grazie a loro per quello che riceviamo, è uno scambio alla pari, da amici. Dalle tante amicizie sono nate alcune semplici iniziative in aiuto alle situazioni più diverse, dai senzacasa alle vittime della prostituzione, dai bambini di strada in Romania ai bambini ospiti in comunità in Italia, dal doposcuola a bambini in difficoltà alle lezioni di italiano per donne straniere, dai giornalini e catechesi in varie lingue alla World's Prayer che ogni mese raduna giovani di varie nazioni del mondo con canti e preghiere in varie lingue. Senza dimenticare i progetti all'estero. Amicizia, servizio e preghiera con i poveri.



AMICI DI LAZZARO, CONTRO LA TRATTAdal 2000 oltre 300 ragazze hanno ottenuto aiuto dall'associazione per liberarsi dallo sfruttamento della prostituzione.
L'associazione incontra in strada le vittime della tratta (almeno 600 ogni anno). Nel 2009-2010 oltre 70 ragazze hanno lasciato la strada.
Sostieni la lotta alla tratta e allo sfruttamento con il progetto 50x100 (100 benefattori che diano 50 euro all'anno
"Amici di Lazzaro"  C/C postale  27608157
    
IBAN: 
IT 98 P 07601  01000  0000 27608157

La preghiera degli Amici di Lazzaro

Padre Mio,attraverso tuo figlio Gesù,
io mi abbandono a te,
Fa di me ciò che Ti piace;
Ti dono, mio Dio, la mia anima
con tutto l'amore del mio cuore.
Ti prometto e ti chiedo per me,
per i giovani e per il mondo intero,
di farmi amico dei poveri,
di servire i poveri,
di pregare con i poveri.
Mandami lo Spirito Santo
per essere creativo nell’annuncio

del Vangelo della Vita.
Dammi amore per ogni Lazzaro
"che muore davanti al ricco".
Dammi amore per ogni Lazzaro
"da far risorgere".
Per vivere  pienamente il mio Battesimo
a servizio della Chiesa,
mi affido alle preghiere degli amici,
al sostegno di Charles de Foucauld,
San Francesco Saverio
e all’intercessione di Tua Madre Maria.

Amen


Vuoi sostenere questi nostri cari amici o imparare il volontariato con loro (se sei di Torino)?







Materiale tratto dal sito ufficiale degli amici: http://www.amicidilazzaro.it/