san Paolo

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D’improvviso lo avvolse una luce dal cielo (At 9,3)
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giovedì 5 marzo 2015

Il tumore e la bambina


"Non ho paura di morire. Non sono nata per questa vita!"

La morte spiegata da una bambina con cancro terminale

enfermedad infancia


Come oncologo con 29 anni di esperienza professionale, posso affermare di essere cresciuto e cambiato a causa dei drammi vissuti dai miei pazienti. Non conosciamo la nostra reale dimensione fino a quando, in mezzo alle avversità, non scopriamo di essere capaci di andare molto più in là.

Ricordo con emozione l'Ospedale Oncologico di Pernambuco, dove ho mosso i primi passi come professionista. Ho iniziato a frequentare l'infermeria infantile e mi sono innamorato dell'oncopediatria.

Ho assistito al dramma dei miei pazienti, piccole vittime innocenti del cancro. Con la nascita della mia prima figlia, ho cominciato a sentirmi a disagio vedendo la sofferenza dei bambini. Fino al giorno in cui un angelo è passato accanto a me!

Vedo quell'angelo nelle sembianze di una bambina di 11 anni, spossata da due lunghi anni di trattamenti diversi, manipolazioni, iniezioni e tutti i problemi che comportano i programmi chimici e la radioterapia. Ma non ho mai visto cedere quel piccolo angelo. L'ho vista piangere molte volte; ho visto anche la paura nei suoi occhi, ma è umano!

Un giorno sono arrivato in ospedale presto e ho trovato il mio angioletto solo nella stanza. Ho chiesto dove fosse la sua mamma. Ancora oggi non riesco a raccontare la risposta che mi diede senza emozionarmi profondamente.

“A volte la mia mamma esce dalla stanza per piangere di nascosto in corridoio. Quando sarò morta, penso che la mia mamma avrà nostalgia, ma io non ho paura di morire. Non sono nata per questa vita!”

“Cosa rappresenta la morte per te, tesoro?”, le chiesi.

“Quando siamo piccoli, a volte andiamo a dormire nel letto dei nostri genitori e il giorno dopo ci svegliamo nel nostro letto, vero? (Mi sono ricordato delle mie figlie, che all'epoca avevano 6 e 2 anni, e con loro succedeva proprio questo)”.

“È così. Un giorno dormirò e mio Padre verrà a prendermi. Mi risveglierò in casa Sua, nella mia vera vita!”

Rimasi sbalordito, non sapendo cosa dire. Ero scioccato dalla maturità con cui la sofferenza aveva accelerato la spiritualità di quella bambina.

“E la mia mamma avrà nostalgia”, aggiunse.

Emozionato, trattenendo a stento le lacrime, chiesi: “E cos'è la nostalgia per te, tesoro?”

“La nostalgia è l'amore che rimane!”

Oggi, a 53 anni, sfido chiunque a dare una definizione migliore, più diretta e più semplice della parola “nostalgia”: è l'amore che rimane!

Il mio angioletto se ne è andato già molti anni fa, ma mi ha lasciato una grande lezione che mi ha aiutato a migliorare la mia vita, a cercare di essere più umano e più affettuoso con i miei pazienti, a ripensare ai miei valori. Quando scende la notte, se il cielo è limpido e vedo una stella la chiamo il “mio angelo”, che brilla e risplende in cielo.

Immagino che nella sua nuova ed eterna casa sia una stella folgorante.

Grazie, angioletto, per la vita che ho avuto, per le lezioni che mi hai insegnato, per l'aiuto che mi hai dato. Che bello che esista la nostalgia! L'amore che è rimasto è eterno.

(Dr. Rogério Brandão, oncologo)

da   http://www.aleteia.org/

venerdì 7 marzo 2014

POLVERE SEI E POLVERE RITORNERAI (Gen 3,19)


                                       

Massimo Troisi - Ricordati Che Devi Morire


Perché mai dovremmo stare a ricordarci che dobbiamo morire?
Per spaventarci o deprimerci o impedirci di vivere in pienezza?

Semplicemente per cercare di vivere concretamente nella nostra reale realtà,
dove facciamo continuamente esperienza che il nostro universo è soggetto ad entropia, e il nostro corpo si va irreversibilmente decomponendo ed ogni cosa che intraprendiamo è soggetta ad una legge di morte, perfino le cose più belle che ci danno un grande entusiasmo come l'innamoramento o l'amicizia o il gioco presto si trasformano in stanchezza e noia e fastidio ecc. ecc.

Ma questa è la legge della nostra vita naturale, finché non incontriamo
la Chiesa nostra Madre che ci annuncia il fatto che Dio stesso nostro Padre celeste
ci è venuto incontro in questa nostra precisa situazione esistenziale, ci ha rivelato che
questa realtà è il frutto del nostro allontanamento da Lui, di quello che chiama il peccato originale, cioè dell'aver creduto a una menzogna del diavolo che ci ha fatto credere che saremmo stati felici separandoci dal nostro Creatore e facendoci noi dèi e signori della nostra vita, finalmente liberi di fare tutto ciò che ci piace.

Nella pienezza del tempo, un momento storico tanto importante che lo chiamiamo "anno 0", il tempo della nostra rinascita, un nuovo inizio, l'inizio di una vita nuova, il Padre celeste ci ha mandato il suo stesso Figlio Unigenito Gesù Cristo, il quale ha assunto la nostra stessa carne, ha condiviso questo nostro stato di debolezza estrema, ha preso su di sé la nostra condizione di morte e il frutto del nostro peccato, e in questo modo ci ha misteriosamente salvati e liberati da quella legge di morte che ci teneva schiavi. Perché nel mistero pasquale, Gesù Cristo è morto sulla croce per i nostri peccati ed è risorto dai morti per la nostra salvezza! E ha tutto il potere di trasfigurare la nostra vita e di donarci un corpo celeste nuovo, immortale, vivo di una vita piena, veramente libero di amare ed essere felice nella gioia vera, come è evidente nella storia di innumerevoli santi e beati che hanno vissuto in questo nostro stesso mondo.

Siamo quindi invitati a ricordarci che siamo polvere, per uscire dalla menzogna della nostra autoreferenzialità, della nostra falsa autonomia, e per fissare lo sguardo a Cristo Signore che viene a salvarci in questa Pasqua 2014 per guarire le nostre ferite profonde e portarci la luce della sua risurrezione, perché anche tutti noi possiamo vivere da risorti e fare della nostra vita un capolavoro.

Maria Madre della Chiesa, Madre di Cristo e Madre nostra interceda per noi e ci guidi nel cammino in questo tempo di quaresima perché ci porti frutti di vita eterna.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

mercoledì 22 agosto 2012

Senza portare nulla



Nasciamo senza portare nulla.
Moriamo senza poter portare nulla.
E in mezzo,
nell'eterno che si ricongiunge
in un breve battito di ciglia,
combattiamo, litighiamo, ci diamo da fare
per possedere qualcosa!

N. Nur ad Din



Le sole cose che ti resteranno, che possederai veramente, 
sono quelle che hai donato con gioia, 
per amore gratuito.