san Paolo

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D’improvviso lo avvolse una luce dal cielo (At 9,3)
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lunedì 11 maggio 2015

La storia di Mirko, Chiara e altri


L'immagine della quercia


Grazie alla comunità Nuovi Orizzonti di Chiara Amirante, Mirko ha potuto ricominciare una nuova vita ed è diventato come un albero che ripara e protegge la sua famiglia e tanti ragazzi che come lui possono trovare un'occasione per ricominciare. Guarda la sua testimonianza:



Chiara Amirante racconta la gioia di vivere ogni giorno l’incontro con Cristo risorto:


Testimonianza di Paolo Zanni:



Giulio Scrocca:



venerdì 10 aprile 2015

La testimonianza di Abbée De Robert


"LA VITA E' UNA LOTTA 
MA ESSA CONDUCE ALLA LUCE"

Risultati immagini per abbee de robert



Ho incontrato Padre Pio nel 1955, e senza aver chiesto niente, lui mi ha preso come figlio spirituale e mi ha detto: "Tu sei il figlio del mio cuore e ti prometto assistenza, sempre e dovunque". Ha ripetuto due volte queste parole... 

Poi, in ogni momento eccezionale della mia vita, ricevevo sempre una cartolina mandata dal superiore, stampata: "Padre Pio, prega secondo le tue intenzioni, prega..." Ed aveva sempre due righe scritte a mano. Per esempio un giorno quando facevo il militare, perché' in Francia noi preti facciamo il militare, sono andato in Algeria (La guerra in Algeria) e padre Pio mi aveva avvertito, diciamo con questa cartolina: un giorno ho ricevuto in Algeria una cartolina stampata cosi' e con due righe: "LA VITA E' UNA LOTTA MA ESSA CONDUCE ALLA LUCE". Lotta e luce sottolineati...

Un giorno, o meglio una sera, un commando del Fronte di Liberazione Nazionale d'Algeria attacco' il nostro villaggio e presto io fui preso e mi misero davanti ad una porta insieme ad altri 5 militari, e la' fummo fucilati. Immediatamente io feci l'esperienza strana della DECORPORAZIONE: vidi il mio corpo accanto a me, steso sanguinante, in mezzo ai miei compagni militari, essi pure uccisi e cominciai un'ascensione curiosa, una sorte di tunnel.

E poi d'un tratto ho pensato alla mia famiglia. Subito mi son trovato nella stanza dei miei genitori e la' ho tentato di parlare loro ma essi dormivano e non hanno sentito niente... ma ho visto visitando l'appartamento che un mobile e' stato cambiato di posto. Dopo qualche giorno ho scritto a mia madre ed ho chiesto: Perche' hai fatto questo cambio del mobile e lei mi ha risposto: "Ma come hai fatto a sapere questo?"

E cosi' io salivo dentro questa sorte di Tunnel ed ho pensato a Padre Pio XII ed ho visto anche lui. Subito mi son trovato in camera sua. Abbiamo parlato telepaticamente... 

Poi continuai la mia ascesa, fino al momento in cui mi ritrovai in un paesaggio meraviglioso, avvolto in una luce azzurra e dolce... Non c'era il Sole ma in quel momento ho pensato a questa parola dell'Apocalisse: ".....IL SIGNORE E' LA LORO LAMPADA"... La' vidi migliaia di persone, tutte sui trent'anni e notavo quella donna che era morta a 80 anni ed ora aveva 30 anni... Questa qui' che aveva 2 anni, anch'essa aveva trent'anni ed ho visto parecchie persone che conoscevo...

Lasciai in quel momento questo Paradiso pieno di fiori straordinari sconosciuti da me e la' perdetti la mia natura di uomo e divenni come una goccia di Luce. In quel momento si e' impresso nella mia mente: "TU SEI UNA GOCCIA DI LUCE COME EMANAZIONE DELLA LUCE DIVINA" Ed ho visto migliaia di gocce di Luce. Questa era San Pietro, quella era San Paolo, quella era San Giovanni. Quella tal Santo, quella tal altro...

Lasciai questo livello, sono andato ancora più su e qui con commozione che si capisce bene, vidi MARIA, meravigliosamente bella nel suo vestito di Luce che mi ha accolto con un sorriso straordinario, mi ha abbracciato e baciato... Dietro di lei c'era Gesu', che ha fatto la stessa cosa... 

Poi... Una zona di Luce... pensavo che fosse il Padre e la' sentii il soddisfacimento di tutto quello che potessi desiderare: io conobbi qui la felicita' perfetta, come una certa esperienza dell'eternita'...

Poi bruscamente, mi sono ritrovato con il naso nella polvere e mi ritrovai in terra completamente sbalordito ma in mezzo ai miei compagni. Essi erano veramente morti. Mi sono reso conto che la porta davanti alla quale mi trovavo era crivellata da pallottole che mi avevano attraversato il corpo, perché mi sono accorto che la mia veste era piena di buchi, avanti e indietro ed il mio petto era pieno di sangue, ma sangue mezzo rinsecchito, un po' vischioso. Dunque erano passate due o tre ore. Il mio dorso uguale. 

Ho tolto questa veste e sono andato dal Comandante dall'altra parte.....Ho cercato i buchi nella mia carne ma non ho trovato niente, sono intatto, ma queste pallottole sono entrate nella veste e sono uscite dietro e conficcate nella porta indietro a me. Il Comandante ha gridato: "Ma sei Miracolato! "Eh - ho detto io - forse si'..." 

Parecchie settimane dopo sono andato da Padre Pio, perché questa esperienza mi ha molto marcato, senza dubbio, ed ho visto, quindi, Padre Pio nel salotto di San Francesco e lui come al solito mi ha fatto un segno di amicizia, poi mi ha detto soltanto questo: "Uhhh...Tu... Figliolino mio, quanto mi hai fatto correre, ma ciò che hai visto era tanto bello..." Questo prima che io gli raccontassi qualsiasi cosa, perché lui mi aveva avvertito prima. 

Allora si comprende che io , ora, non ho più' paura della morte perché so cosa c'è dall'altra parte e Padre Pio mi aveva fatto la promessa di assistermi. Sempre mi ha assistito, qua ed anche adesso, sempre... perché ho fatto sei anni e mezzo come confessore nella Basilica di MontMartre e tante volte lui parlava tramite me, tramite la bocca mia... Io mi sentivo parlare e dicevo a me stesso: "Ciò che dici e' bellissimo..." Una volta una italiana e' venuta a confessarsi e lei aveva già conosciuto Padre Pio e Padre Pio ha parlato attraverso di me con il suo timbro di voce. Lei si e' messa a gridare: "Ma questa e' la voce di Padre Pio, e' la voce del Padre!" E' uscita dal confessionale gridando in Basilica: "Qua dentro c'e' Padre Pio nel confessionale!..." Due ore dopo, il Cardinale lo sapeva... questo e' un fatto un po' strano...




lunedì 9 marzo 2015

Storia di una conversione dall'ISIS?


Creduto morto, rivive e si converte un membro ISIS.


Una storia incredibile che testimonia l’incredibile resurrezione 
e conversione alla Fede Cattolica di un ex tagliagole islamico dell’Isis! 

Dopo che l'uomo si è risvegliato, ha riferito a Padre Hermann Groschlin, un sacerdote cattolico, delle visioni che aveva avuto mentre era nell'aldilà, un evento che ha profondamente cambiato il vecchio jihadista di 32 anni e alla fine lo ha portato alla sua conversione al cristianesimo alcuni giorni più tardi.

Aleppo, Siria. - L’Aleppo Herald del 3 marzo ha riportato: “Un jihadista ISIS recentemente si è convertito al cristianesimo dopo essere stato considerato morto e lasciato vicino al confine orientale della Siria dove è stato in seguito salvato da missionari cristiani della regione".
L’uomo, che è miracolosamente sopravvissuto a ferite multiple di pistola sparate dopo uno scontro tra ISIS e le forze dell’esercito siriano, è stato salvato dai membri del Santo domenicano Presbiterio Cattolico di Ayyash dopo che il conflitto era scoppiato. I membri dell’organizzazione cristiana avevano voluto dare all’uomo una degna sepoltura cristiana e lo avevano portato ad oltre 26 chilometri di distanza. L’uomo è miracolosamente tornato in vita dopo che era stato creduto morto per le ferite.
Dopo che l’uomo si è risvegliato, ha riferito a Padre Hermann Groschlin, un sacerdote cattolico, delle visioni che aveva avuto mentre era nell’aldilà, un evento che ha profondamente cambiato il jihadista di 32 anni e alla fine lo ha portato alla sua conversione al cristianesimo alcuni giorni più tardi.
“Mi avevano sempre insegnato che morire come un martire avrebbe fatto aprire le porte del Jannah, o Porta del Cielo”, cosi diceva al sacerdote cristiano. Tuttavia, appena aveva cominciato a salire verso la luce dei cieli, entità diaboliche, o demoni erano apparsi e lo avevano portato nel fuoco dell’Inferno. Aveva dovuto rivivere tutto il dolore che aveva inflitto agli altri e ogni morte che aveva causato durante la sua vita. Ha anche dovuto rivivere le decapitazioni delle sue vittime attraverso i loro occhi, “immagini che lo perseguiteranno per il resto della sua vita”.
“Poi Dio ha parlato a lui e gli ha detto che aveva fallito miseramente come anima umana, che gli sarebbe stata vietata la Porta del Cielo, se sceglieva di morire, ma che, se avesse scelto di vivere di nuovo, avrebbe avere un’altra chance di pentirsi dei suoi peccati e camminare lungo il sentiero di Dio ancora una volta”.
Il giovane afferma di essere stato riportato in vita e poi di essersi convertito al cristianesimo alcuni giorni dopo, credendo che era stato ingannato per tutta la sua vita religiosa sotto il culto di Allah.
Il giovane, le cui ferite sono sorprendentemente guarite in un tempo molto breve, ha scelto di vivere tra i membri del presbiterio cattolico che lo ha salvato dal deserto e adesso spera che la sua storia aiuterà altri combattenti ISIS a cambiare vita e convertirsi a quella del solo vero Dio, così il sacerdote ha detto ai giornalisti locali.
dal web

giovedì 5 marzo 2015

Il tumore e la bambina


"Non ho paura di morire. Non sono nata per questa vita!"

La morte spiegata da una bambina con cancro terminale

enfermedad infancia


Come oncologo con 29 anni di esperienza professionale, posso affermare di essere cresciuto e cambiato a causa dei drammi vissuti dai miei pazienti. Non conosciamo la nostra reale dimensione fino a quando, in mezzo alle avversità, non scopriamo di essere capaci di andare molto più in là.

Ricordo con emozione l'Ospedale Oncologico di Pernambuco, dove ho mosso i primi passi come professionista. Ho iniziato a frequentare l'infermeria infantile e mi sono innamorato dell'oncopediatria.

Ho assistito al dramma dei miei pazienti, piccole vittime innocenti del cancro. Con la nascita della mia prima figlia, ho cominciato a sentirmi a disagio vedendo la sofferenza dei bambini. Fino al giorno in cui un angelo è passato accanto a me!

Vedo quell'angelo nelle sembianze di una bambina di 11 anni, spossata da due lunghi anni di trattamenti diversi, manipolazioni, iniezioni e tutti i problemi che comportano i programmi chimici e la radioterapia. Ma non ho mai visto cedere quel piccolo angelo. L'ho vista piangere molte volte; ho visto anche la paura nei suoi occhi, ma è umano!

Un giorno sono arrivato in ospedale presto e ho trovato il mio angioletto solo nella stanza. Ho chiesto dove fosse la sua mamma. Ancora oggi non riesco a raccontare la risposta che mi diede senza emozionarmi profondamente.

“A volte la mia mamma esce dalla stanza per piangere di nascosto in corridoio. Quando sarò morta, penso che la mia mamma avrà nostalgia, ma io non ho paura di morire. Non sono nata per questa vita!”

“Cosa rappresenta la morte per te, tesoro?”, le chiesi.

“Quando siamo piccoli, a volte andiamo a dormire nel letto dei nostri genitori e il giorno dopo ci svegliamo nel nostro letto, vero? (Mi sono ricordato delle mie figlie, che all'epoca avevano 6 e 2 anni, e con loro succedeva proprio questo)”.

“È così. Un giorno dormirò e mio Padre verrà a prendermi. Mi risveglierò in casa Sua, nella mia vera vita!”

Rimasi sbalordito, non sapendo cosa dire. Ero scioccato dalla maturità con cui la sofferenza aveva accelerato la spiritualità di quella bambina.

“E la mia mamma avrà nostalgia”, aggiunse.

Emozionato, trattenendo a stento le lacrime, chiesi: “E cos'è la nostalgia per te, tesoro?”

“La nostalgia è l'amore che rimane!”

Oggi, a 53 anni, sfido chiunque a dare una definizione migliore, più diretta e più semplice della parola “nostalgia”: è l'amore che rimane!

Il mio angioletto se ne è andato già molti anni fa, ma mi ha lasciato una grande lezione che mi ha aiutato a migliorare la mia vita, a cercare di essere più umano e più affettuoso con i miei pazienti, a ripensare ai miei valori. Quando scende la notte, se il cielo è limpido e vedo una stella la chiamo il “mio angelo”, che brilla e risplende in cielo.

Immagino che nella sua nuova ed eterna casa sia una stella folgorante.

Grazie, angioletto, per la vita che ho avuto, per le lezioni che mi hai insegnato, per l'aiuto che mi hai dato. Che bello che esista la nostalgia! L'amore che è rimasto è eterno.

(Dr. Rogério Brandão, oncologo)

da   http://www.aleteia.org/

lunedì 2 marzo 2015

La storia di Nick Vujicic


Nicholas James Vujicic è nato a Melbourne il 4 dicembre del 1982 da una famiglia serba cristiana. 
E' nato senza braccia né gambe, a causa della tetramelia, una terribile malattia genetica. L’unica eccezione è data da due piccoli piedi, uno solo dei quali è dotato di due dita.

Nick è oggi un predicatore e uno speaker motivazionale australiano, direttore di Life Without Limbs, un'organizzazione per i disabili. Di religione evangelico pentecostale, regolarmente tiene discorsi in tutto il mondo sulla sua fede e speranza nella persona di Gesù Cristo e su come l'abbia liberato dal peso emotivo legato alla sua disabilità.




La sua vita ovviamente non è stata facile. Non ha potuto frequentare la scuola tradizionale a causa del suo handicap, come richiedeva la legge australiana, ma durante il suo periodo scolastico, la legge fu cambiata, e Nick fu uno dei primi studenti disabili a frequentare una scuola normale.

Nick ha imparato a scrivere usando le due dita del suo "piede" sinistro, e un dispositivo speciale che si aggancia al suo grande alluce. Ha anche imparato ad usare un computer e a scrivere usando il metodo "punta tacco" (come mostra durante i suoi discorsi), lanciare palle da tennis, rispondere al telefono, radersi e versarsi un bicchiere d'acqua (anche questo mostrato nei suoi discorsi).

Accadde poi che, preso di mira dai bulli della scuola, Nick diventò estremamente depresso, e all'età di otto anni, cominciò a pensare al suicidio. Dopo aver supplicato Dio di fargli crescere braccia e gambe, Nick comprese che le sue condizioni erano di ispirazione per molte persone, e cominciò a ringraziare Dio di essere vivo. Un punto chiave della sua vita fu quando sua madre gli mostrò un articolo di giornale che parlava di un uomo che viveva con grandi difficoltà dovute ai suoi handicap. Questo gli fece capire di non essere il solo a vivere con grandi difficoltà. Quando aveva diciassette anni, cominciò a parlare con il suo gruppo di preghiera, e finalmente diede inizio alla sua organizzazione non-profit, Life Without Limbs.




Nick uscì dal college a 21 anni con un titolo di studio in Ragioneria e Promozione finanziaria e da allora cominciò a viaggiare come uno speaker motivatore (motivational speaker), concentrandosi sull'argomento dei giovani di oggi. Viaggia regolarmente di paese in paese per parlare a congregazioni cristiane, scuole, meetings aziendali. Ha tenuto discorsi a più di due milioni di persone fino ad ora, in dodici paesi di quattro continenti.